mercoledì 21 gennaio 2009

Il viaggio continua.

Le televisioni nazionali, le nostre si direbbe in un “paese normale”, continuano a trasmettere gli esiti dell’assurda situazione che interessa la Vigilanza Rai. In un altro continente, sotto lo sguardo delle telecamere di centinaia di televisioni del mondo, le reti di tanti “paesi normali”, due milioni di persone assistevano ad un evento storico: l’insediamento di Barack Obama alla guida degli Stati Uniti d’America.

Sono abituato a commuovermi, sì lo ammetto, ma quel giuramento pronunciato di fronte ad una folla reale, straripante e seguito in diretta da milioni di cittadini mi ha inumidito gli occhi.

Sarà stato il ricordo delle tante battaglie per i diritti civili e l’uguaglianza, sarà stato quell’autobus aggiunto al corteo presidenziale, sarà stata la speranza di vedere un mondo migliore in America, in Europa, nel mondo.

Le reti italiane mi riportano immediatamente alla realtà; con una dichiarazione inadeguata, inopportuna, il Presidente del Consiglio augura a Obama di essere all’altezza delle aspettative del mondo.

L’America torna ad essere lontana, riaffiorano le tante contraddizioni di un paese, il nostro, che non riesce a diventare normale: la crisi che secondo chi ci governa non è poi così pesante, il voto in condotta per reprimere il bullismo, l’assenza di un ruolo nella drammatica situazione mediorientale.

Eppure in un altro continente, da ieri si cambia. Ritorna la commozione, stavolta si unisce al ricordo: 27 giugno 2004, a Capannori migliaia di persone festeggiano in piazza la vittoria del centro sinistra. Sicuri, si cambia, lo slogan di quella campagna elettorale. E tra i ricordi si affaccia la certezza: sì, davvero abbiamo cambiato. E il nostro viaggio continua.

venerdì 9 gennaio 2009

Cambiare è possibile.

In un cassetto, nel mio studio, ho conservato alcuni quotidiani italiani che raccontavano la vittoria di Barack Obama. “Il mondo è cambiato” titolava uno di essi, “4.11.2008. Nuovo mondo” la prima pagina di un altro.
Anche noi italiani abbiamo vissuto l’emozione di quei giorni, abbiamo capito che eravamo parte di un evento storico destinato a cambiare il mondo intero.
La vittoria di Obama è la realizzazione del sogno di Martin Luther King, è la prova che sì, cambiare, è davvero possibile.
Siamo ancora in attesa dell’insediamento ufficiale del nuovo presidente ed ecco che una nuova terribile guerra lacera il Medio Oriente. Già, la guerra….Ogni volta che un conflitto sconvolge il mondo riaffiora il dubbio: cambiare è davvero possibile?Si può davvero sperare in un futuro migliore?
Torno a sfogliare i giornali della vittoria di Obama, leggo: per la prima volta un afroamericano presidente della più grande potenza mondiale, il trionfo del cambiamento, la lunga strada verso l’affermazione dell’uguaglianza, la fine dell’apartheid…..Sono di nuovo convinto, cambiare è possibile, in America, in Italia, a Capannori, ovunque.
E le guerre?L’Iraq ieri, il Medio Oriente oggi? Nessuna contraddizione: cambiare non è un colpo di bacchetta magica. Per affermare il cambiamento c’è bisogno di una nuova cultura democratica, di una rivoluzione silenziosa che non è populismo né demagogia. C’è bisogno, senza retorica, di azioni di pace.
Ha detto Nelson Mandela: “La vittoria di Barack Obama dimostra che nessuna persona, ovunque sulla terra, deve aver paura di sognare di poter cambiare il mondo in meglio”.
Riapro il cassetto, sistemo con cura i giornali e mi preparo ad uscire. Mi attende Capannori, il mio piccolo grande mondo, stasera incontro i cittadini di una delle tante frazioni del comune.
Sì, cambiare è possibile.

mercoledì 7 gennaio 2009

Benvenuti

Questo post, inaugura il mio Blog, parte fondamentale di un progetto più ampio che
ha come elemento centrale il rinnovato sito web www.delghingaro.it.
Mi auguro che questi spazi divengano presto familiari anche per voi vi invito fin da ora a partecipare alle discussioni che ospiteranno.
Permettetemi, nell'occasione, di rinnovare i miei più sinceri auguri di un felice 2009 a tutti voi.