lunedì 23 febbraio 2009

Le ronde? A Capannori preferiamo il dialogo e l'integrazione.

E adesso arrivano anche le ronde, questa giustizia “fai da te” che costituisce l’abdicazione allo stato di diritto. I mezzi di comunicazione in questi giorni pullulano di informazioni su questa ennesima operazione demagogica e populista che riempie le case dei cittadini italiani.
Lo voglio dire a chiare lettere: a Capannori non si faranno le ronde, il nostro comune sceglie la democrazia e la tutela della legalità, attraverso un percorso di integrazione e di dialogo.
Vi ricordate la manifestazione Oltrepassare dove culture e popoli diversi si confrontano? Ecco noi promuoviamo occasioni di dialogo e di incontro, consapevoli che l’ente locale e i cittadini siano chiamati ad una responsabilità civile che non è repressione o giustizia “fai da te”.
La legalità e la sicurezza sono diritti essenziali delle nostre comunità, lo sappiamo bene; per questo siamo al fianco delle forze dell’ordine chiamate ogni giorno a tutelarci. A loro spetta il compito di assicurare alla giustizia chi commette reati, non a gruppi di cittadini animati da chissà quali sentimenti.
“La storia siamo noi” canta Francesco De Gregori. E noi vogliamo essere protagonisti di una storia che non guarda al passato, ma costruisce le basi per un futuro di pace, tolleranza, uguaglianza.

giovedì 12 febbraio 2009

Assurdo chiedere ai medici di denunciare i clandestini.

Riflettiamo, in questo dialogo on line, su alcune vicende di un Paese, il nostro, che stenta ad essere normale. Beh, le cronache di questi giorni, lo confermano pienamente. Non voglio scrivere del dolore, ne ho troppo rispetto. E poi del dolore è difficile parlare, si prova e basta, non si può spiegare.
Non è per reticenza, è per profondo rispetto se mi soffermo su un altro fatto di questi giorni che mi ha colpito molto: la possibilità, da parte dei medici, di denunciare gli immigrati irregolari che si recano nelle strutture pubbliche per essere curati.
Una norma assurda, perfettamente in linea con quei provvedimenti che ogni giorno rendono il nostro Paese sempre meno normale. Lasciamo stare per una volta la politica, usiamo il buon senso. Il medico basa il proprio lavoro su competenze specifiche, su un codice deontologico preciso, non è chiamato a tutelare l’ordine pubblico e nemmeno a combattere il problema dell’immigrazione clandestina.
Chiedere ai medici di denunciare i clandestini potrebbe produrre due effetti negativi l’uno dipendente dall’altro: allontanare gli immigrati ammalati dalle strutture assistenziali pubbliche e conseguentemente diminuire la possibilità di controllare e prevenire malattie e infezioni.
Si tratta appunto di buon senso, non di alta politica. Ma in questi giorni, non so forse sarà una congiunzione astrale (ce lo auguriamo) di buon senso ne abbiamo sentito poco. E se accendo la televisione trovo subito la conferma. Meno male, consoliamoci, ci sono regioni come la nostra, dove le politiche per la salute non si fanno con spot propagandistici o con provvedimenti demagogici.
Così come mi confortano le dichiarazioni di tanti medici pronti a fare “obiezione di coscienza” per opporsi ad un provvedimento inconcepibile.
Sprazzi di un Paese ancora normale, lavoriamo perché diventino presto un cielo sereno.