Se potessi esprimere qualche desiderio per il nuovo anno appena arrivato, in cima alla lista metterei i giovani e il loro futuro. Gia', i giovani, siamo sempre pronti a criticarli, a giudicarli, spesso a sottovalutarli, ma ci rendiamo conto di quante opportunita' stiamo negando loro? La nostra societa', le nostre realta' territoriali lasciano poco spazio alle nuove generazioni, ai loro sogni, ai loro progetti.
Chiediamo sempre di piu', se sono laureati devono fare un master, se scelgono di entrare nel mondo del lavoro li aspetta un lungo precariato; sarebbe giusto chiederci cosa offriamo, quali prospettive possiamo dare a chi rappresenta il futuro del nostro Paese. Eppure i nostri ragazzi non sono
, hanno creativita', talento, capacita' di inventare. Siamo noi che spesso li mortifichiamo con giudizi approssimativi e superficiali.
Allora non ci resta che lavorare perche' il 2011 sia l'anno dei giovani e per i giovani.
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