Qualche giorno fa, in un bar di Capannori, un signore ha pronunciato queste parole:"Meglio che governi il Paese uno ricco che qualcuno che si arricchisce con la politica".
Da tempo, i mass media parlano di berlusconismo, di quella cultura, televisiva e non solo, che ha cambiato l'Italia e gli italiani.Anch'io come tanti ho provato a riflettere su questo fenomeno, cercando di capirne le caratteristiche e gli sviluppi.
Quelle parole di una persona comune mi hanno dato la risposta più efficace: quello è il berlusconismo, un morbo che si insinua dentro le coscienze delle persone e cambia il modo di pensare e di vivere.
Eppure io non ci sto. Caro signore seduto ad un tavolino di un bar, non siamo tutti uguali, non sono tutti uguali nè i cittadini nè i politici. I confini sono netti: ci sono politici che si impegnano per passione e valori, senza trarne benefici pesonali e ci sono cittadini onesti che pagano le tasse fino all'ulimo centesimo.
A loro, a noi, questa cultura imperante, che livella le persone senza riconscerne le differenze, proprio non va giù.
E non ci arrenderemo di fronte al potere mediatico di televisioni, talk show e veline; chi crede nei valori può cambiare il Paese.
Proviamoci!
domenica 13 febbraio 2011
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