Ci risiamo, anche in questi giorni chi governa il Paese, invece di risolvere i problemi della gente, preferisce attaccare gli insegnanti e la scuola pubblica. Al di la' del merito, assolutamente ingiusto e facilmente confutabile, un dubbio arriva immediato: sara' mica l'ennesimo tentativo di promuovere la scuola privata?La strategia appare piuttosto chiara: prima si tagliano le risorse, si elimina progressivamente il tempo prolungato con gravi disagi per le famiglie e per le donne che lavorano, poi si screditano i professori considerati non allineati al pensiero dominante, infine si getta fango sul modello di scuola pubblica.
Tutto chiaro: chi detiene un immenso potere mediatico che sta purtroppo progressivamente assumendo una funzione educativa discutibile, mira alla costruzione di un pensiero unico e mal sopporta quella liberta' di insegnamento che e' sancita dalla nostra Costituzione.
Eppure ognuno di noi sa quanto siano stati e siano importanti i professori, coloro che con passione ci aprono le porte del sapere ad ogni eta' ed ogni livello. Essere insegnante oggi e' un atto di amore nei confronti dei giovani e del Paese. Una scelta coraggiosa che nessuna offesa puo' mettere in dubbio.
ViVa la scuola pubblica, viva gli insegnanti!
domenica 27 febbraio 2011
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2 commenti:
Sono un insegnante (precario naturalmente). Non voglio parlare di me, ma di tutti i miei colleghi che oltre ad insegnar con passione (e ce ne sono molti) dedicano molto del loro tempo libero ad organizzare (non retribuiti) attività integrative all'insegnamento. Attività che purtroppo non sono finanziate dal ministero. Mi domando chi glielo faccia fare, forse persone come lei che ancora ci ringraziano per il nostro lavoro.
Sono un insegnante (precario naturalmente). Non voglio parlare di me, ma di tutti i miei colleghi che oltre ad insegnar con passione (e ce ne sono molti) dedicano molto del loro tempo libero ad organizzare (non retribuiti) attività integrative all'insegnamento. Attività che purtroppo non sono finanziate dal ministero. Mi domando chi glielo faccia fare, forse persone come lei che ancora ci ringraziano per il nostro lavoro.
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