I primi caccia italiani, armati, solcano i cieli della Libia. Quindi anche l'Italia è in guerra contro Gheddafi, il dittatore fino a poco tempo fa accolto con fasti e celebrazioni.
Strani scherzi della politica: da amico a nemico, da leader carismatico a dittatore sanguinario. Eppure, quando Gheddafi arrivò a Roma per lezioni del Corano riservate a belle ragazze, selezionate da apposite agenzie, qualcuno aveva provato a gridare allo scandalo. Senza essere ascoltato, tacciato di antiberlusconismo.
Non è facile protestare in un Paese dove chi governa detiene il monopolio televisivo e comunicativo, dove qualsiasi opposizione politica diventa reato di "lesa maestà" nei confronti di chi governa l'Italia pensando più a se stesso che a cittadini che lo hanno eletto.
Dobbiamo continuare a dirlo, poi la storia ci darà ragione. Come è accaduto, purtroppo, nel caso del dittatore libico.
Ma per favore, risparmiateci le vostre facce rassicuranti, evitate di dirci che ci sono bombe intelligenti che colpiscono solo obiettivi sensibili. Tante guerre, purtroppo, sono accadute e la guerra è guerra. Nessun cerone, nessun trucco può mascherare questa orrenda realtà.
giovedì 28 aprile 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento